Johann Gottfried Herder. Scultura, tatto, plasticità

Questo articolo offre una prima bozza del concetto di “plastica” in Johann Gottfried Herder. Al centro della nostra analisi vi è il saggio, pubblicato nel 1778, intitolato Plastica. Alcune osservazioni su forma e figura a partire dal sogno plastico di Pigmalione (Herder 1778/2010). Sono due gli snodi teorici cui porre attenzione. Da un lato, il potenziale, già delineato da Baumgarten in Aesthetica (Baumgarten1750-58/2000) della nuova disciplina nello studio della genesi delle dankle Ideen (“percezioni oscure”) cui Leibniz faceva riferimento nella Monadologia (Leibniz1714-21/2011). Per Herder, queste idee si originano tanto nei processi fisiologici involontari del corpo umano quanto, soprattutto, nell’articolazione dei cinque sensi e nel rapporto concreto tra l’uomo e il mondo esperito sensibilmente. Dall’altro lato, l’influenza di Winckelmann (Winckelmann 1763/2019) indirizza Herder verso il rigore della posizione per la quale l’estetica non possa prescindere dal rapporto diretto con l’opera d’arte, nonché verso la concezione della statua greca come modello integrale dell’uomo. L’obiettivo polemico in Plastica è il primato che Lessing aveva assegnato all’immaginazione rispetto ai sensi nell’esperienza estetica (Lessing 1766/2000), cui Herder oppone la concretezza e l’immediatezza dell’esperienza tattile della scultura. Polemica, questa, che si pone nel vasto solco della questione circa il posto da assegnare alla sensibilità (Empfindsamkeit) nell’esperienza in senso generale e la posizione di quest’ultima nella struttura generale dell’Aufklärung. L’intento di Herder è dunque quello di delineare i principi di una una filosofia della sensibilità che fornisca al pensiero solide fondamenta gnoseologiche. Una Philosophie des Gefühls, dunque, che trova il suo punto di partenza nell’esperienza estetica della scultura, arte del tatto prima che della vista e punto liminare tra la sensibilità del soggetto e la materialità dell’oggetto. Come afferma Salvatore Tedesco nella Presentazione alla traduzione italiana di Plastik, il tattile come peculiarità propria della scultura mostra con maggior chiarezza il suo statuto marginale nell’incapacità del tatto, a differenza della vista, di ritrarsi immediatamente dal disgustoso (Ekel), ossia dal tastare l’informe, l’oggettualità più materiale e la materialità più inerme, il punto limite dell’esteriorità.

Domenico Licciardi

Baumgarten, Alexander Gottlieb (1750-58) Aesthetica, Francoforte, Germania: Oder, trad. it. (2000) Id., Palermo, Italia: Aesthetica edizioni (Centro Internazionale Studi di Estetica)

Leibniz, Gottfried Wilhelm (1714-1721) La Monadologie/Monadologie (Heinrich Köhler ed.), trad. it. (2001) Monadologia, Milano, Italia: Bompiani

Lessing, Gotthold Ephraim (1766) Laokoon oder über die Grenzen der Mahlerey und Poesie, Gesammelte Werke, Bd. 6, Berlino, Germania: Aufbau-Verlag, trad. it. (2007) Laocoonte, Palermo, Italia: Aesthetica edizioni (Centro Internazionale Studi di Estetica)

Herder, Johann Gottfried (1778) Plastik. Einige Wahrnehmungen über Form und Gestalt aus Pygmalions bildenbem Traume, in Werke in zehn Bänden. Band 4: Schriften zu Philosophie, Literatur, Kunst und Altertum, Francoforte, Germania: Deutscher Klassiker Verlag, trad. it. (2010) Plastica. Alcune osservazioni su forma e figura a partire dal sogno plastico di Pigmalione, Italia: Aesthetica edizioni (Centro Internazionale Studi di Estetica)

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