Rebecca Morris. Il ritorno del formalismo

Untitled #14-13

“Il parergon. Non fa parte dell’opera, non è al di fuori di essa,

né interno né esterno, né sopra né sotto,

disarticola ogni opposizione pur non essendo indeterminato,

e dà luogo al lavoro”

(Derrida, Passe-Partout)

L’astrattismo di Rebecca Morris si ispira alle viste aeree delle mappe. La sua arte consiste, infatti, nella mappatura di territori inesistenti. Una mappa ha sempre dei bordi che la delimitano. E sono proprio le bordature – grosse, presenti, imbottite – ciò che maggiormente caratterizzano i quadri di Morris, che li isolano pressantemente dal contesto spaziale, impedendo che le cuciture territoriali si disfino sullo sfondo. Il formalismo perverso è infatti caratterizzato da un forte senso dell’identità singolare, come il Manifesto “Per gli Astrattisti e gli Amici della Non-oggettività”1, pubblicato nel 2006 in occasione dell’esibizione alla Galleria Barbara Weiss a Berlino, conferma. Caratterizzato da un linguaggio marcatamente informale, il Manifesto è fin da subito un inno alla fertilità della creatività e al duro lavoro dell’artista, dell’artista che deve essere tale sempre, ad ogni ora, in ogni luogo, senza pausa alcuna. “Lotta contro il letterale”, si legge nel manifesto, ovvero: Lotta contro ciò che pretende di rinunciare ad ogni allegoria, metafora o figura – ogni pretesa di oggettività, ogni esteriorità imposta come verità inequivocabile. L’insistenza sulla singolarità dell’opera e del medium, la marcatura del bordo dell’opera, della cornice, del parergon, basati su una poetica dell’affermazione della singolarità dell’artista, costituiscono un ritorno inaspettato dell’interesse verso il formalismo – di cui Clement Greenberg fu il teorico di punta – proprio quando prima il post-modernismo, poi la categoria del contemporaneo, avevano creduto di superarlo per sempre.

Domenico Licciardi

1Disposibile sul sito di Aesthetic Anxiety al seguente link: https://aestheticanxiety.tumblr.com/post/56890154228/rebecca-morris-manifesto-for-abstractionists

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