Un pò di Conti su Conte

Serve un piano d’azione, un programma da presentare ai tavoli europei e per l’occasione il presidente Conte ha convocato gli Stati generali in cerca di soluzioni efficaci. A dispetto di chi, sia nella maggioranza che nell’opposizione, aveva accusato il premier di voler decidere tutto da solo, il modo di procedere di Conte riflette il bisogno di ascoltare una varietà di pareri. A riguardo ricordiamo anche le numerose Task Force create per risolvere diversi aspetti della crisi pandemica. Non è questa la sede per valutare l’efficenza, l’utilità, delle Task Force come degli Stati Generali, piuttosto, vorremmo capire cosa c’è in gioco da adesso in poi.

Non è ancora stato deciso se il piano per le riforme, da effettuare con i contributi del pacchetto degli aiuti UE, debba arrivare in parlamento a Luglio o – come vorrebbero i pentastellati – debba slittare a Settembre. I cinque stelle restano sempre sempre diffidenti nei confronti del fondo salva stati (MES), anche per questo la partita di Conte si sta giocando molto di più sul rafforzamento del Recovery Found. Sebbene tutti gli occhi sono puntati ai tavoli europei, l’Italia ha ancora molte “sfide” in sospeso: Ci sono i decreti sicurezza da modificare, ci sono le questioni delle mega aziende come Alitalia, Autostrade, ed ex-Ilva, c’è la riforma del Csm. Insomma, tantissimo lavoro per il premier Conte, un uomo che, ricordiamolo, dal nulla si è ritrovato a gestire in una sola legislatura un governo di destra, uno di “sinistra” e una crisi pandemica mondiale. Anche per questo non ci si può stupire se poi lo vediamo cercare aiuto ad esperti e persino cittadini comuni (com’è successo negli ultimi giorni degli Stati generali).

Giuseppe Conte si ritrova opposizioni sorde al dialogo: con la Lega sembra impossibile qualsiasi tipo di relazione, per la perenne freddezza dimostrata dal partito guidato da Matteo Salvini; Fratelli d’Italia, guidato da Giorgia Meloni, sembra più aperto al confronto, ma ribadisce che il governo non ha mai voluto ascoltare le loro proposte; Forza Italia di Silvio Berlusconi ha invece dichiarato che il governo ha fatto loro intendere di non ritenere necessari i loro contributi. Come se non bastasse Il premier Conte deve calmare gli animi all’interno della sua maggioranza, pensiamo al continuo punzecchiamento tra Italia Viva di Renzi e i grillini del Movimento 5 Stelle. Difficile tenere insieme anime così scontrose, ad esempio, sui dossier da presentare al Csm PD e Italia Viva chiedono di accelerare, mentre i pentastellati chiedono di evitare “compromessi” sulle battaglie di riferimento.

La situazione politica italiana è dunque sempre in bilico, eppure, se ci fermiamo a riflettere, Giuseppe Conte è proprio l’uomo che, per ironia della sorte, incarna meglio la situazione che si è creata dalle intenzioni di voto degli italiani, anche tenendo conto del successo di Salvini:

  • Le ultime elezioni hanno premiato il populismo (di Lega e 5stelle) e Giuseppe Conte non è ancora iscritto a nessun partito;
  • Salvini, leader indiscusso della scena politica italiana, si è accalappiato il consenso sacrificando la coerenza politica in favore delle circostanze (ricodiamo le varie felpe, prima la Calabria, prima la Sardegna, prima la Liguria ecc.), per tutta risposta Conte è passato da uno schieramento parlamentare all’altro. dall’avvallare la politica semi-fascista salviniana, all’offendere il leader del carroccio pubblicamente nel suo intervento di chiusura del governo giallo verde;
  • Salvini non perse tempo per capitalizzare i voti sottratti ai 5stelle e per tutta risposta Conte non perse tempo a cambiare schieramento nel parlamento.
  • Se Salvini non perde eventi e occasioni per far filtrare la sua propaganda, Conte, sul consenso, è stato beneficiato da una condizione storica straordinaria (l’arrivo della pandemia);
  • Conte è un avvocato civilista e, se pensiamo alla perenne guerra tra i partiti che adesso danno forma alla maggioranza, chi meglio di un avvocato civilista può tenere a freno le pulsioni più aggressive fra due parti conflittuali in causa?.

Dagli Stati Generali, intanto, escono fuori temi importanti, nel piano di rilancio, ad esempio, Conte dichiara di non poter escludere un intervento finalizzato all’inclusione di invalidi e disabili civili. Lo ha confermato davanti ai i presidenti della FISH (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) e della FAND (Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità). Potrebbe essere possibile anche un eventuale aumento delle pensioni di invalidità. Aumento che era stato promesso da tempo. Del resto nella prossima settimana è attesa la sentenza della corte costituzionale che si esprimerà in merito alla legittimità costituzionale sugli importi degli assegni riconosciuti agli invalidi civili. Già i giudici della corte di Torino avevano ritenuto gli importi agli assegni di invalidità civile “troppo bassi”.

Il premier ha anche dichiarato di stare valutando una riduzione per l’iva. C’è anche l’intenzione di rivedere l’abuso d’ufficio e quella di abbassare il cuneo fiscale per beneficiare i lavoratori. Mentre si mostra più sicuro sulla faccenda Autostrade, che secondo il premier è un caso che “va chiuso subito”. Un’altra novità importante annunciata da Conte è che a Ravenna nascerà il più grande centro al mondo di cattura e stoccaggio di Co2.

L’Italia, secondo Conte, và reinventata e gli Stati generali sono stati per il premier un’occasione di apertura, piuttosto che di chiusura. Conte ha infine ricordato l’episodio che in questi giorni ha scosso il paese a 360 gradi, dal mondo della politica a quello dello sport e dell’arte, mandando un abbraccio e un augurio di buona guarigione al campione Alex Zanardi attualmente ricoverato e in coma farmacologico.

Alfonso Gabino

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